Ancora pareti selvagge quasi a chilometri zero, ancora Valsugana. Questa volta ci fermiamo qualche passo prima del Sasso Rosso e della suggestiva Val Gàdena, raccontata in un recente approfondimento, per infilare la Val Frenzela sino a Foza, sul margine sudorientale dell’Altopiano dei sette comuni. Giungendo da Valstagna non si può non vedere la parete del Monte Pubel, che malgrado la quota modesta (1.122 metri) espone allo sguardo un fronte di roccia giallo-grigia, chiamato Parete del sole nascente. Qui tra autunno 2016 e primavera 2017 sono stati tracciati due itinerari sportivi, per i quali, come vedremo a breve, è comunque necessaria una certa consapevolezza alpinistica, se non altro per la presenza di alcuni tratti ancora da ripulire e a blocchi instabili. Considerazione basata su una recente ripetizione che noi di Alpinismi abbiamo realizzato; nello specifico alla via “Il Re…Spiro delle streghe”, salita sabato 3 giugno realizzando quella che come abbiamo indicato nel libro di via, risulta probabilmente la “prima ripetizione al caldo”. In effetti, al di la della bellezza dell’itinerario, che sale in un crescendo di lunghezze divertenti, su roccia sempre più solida, si suggerisce di scegliere giornate perlomeno ventilate per una ripetizione, o comunque una stagione non proprio torrida. Splendida è comunque la parete, sempre esposta e dal sapore selvaggio, in vista del Brenta e dell’abitato di Valstagna.

A narrare la genesi delle prime salite a percorrere la Parete del sole nascente è l’ideatore degli itinerari, Francesco Leardi, che assieme a un manipolo di alpinisti veneti si è riuscito a tracciare due linee ideali in un dedalo di strapiombi (e blocchi). Percorsi destinati ad essere apprezzati e ripetuti da molti, ne siamo sicuri.

Pubel, la Parete del sole nascente con i tracciati delle vie. Foto Francesco Leardi

Di Francesco Leardi

Trovare pareti scalabili e facilmente accessibili in Valsugana tutti sappiamo è assai complicato e soprattutto aprire nuovi itinerari necessita di volontà e dedizione per tempo, energie e impegno economico. Il “giocattolo” l’ho scoperto grazie ad alcune piccole indicazioni dei miei amici. In realtà da tanti anni guardavo dalla Valsugana “quella parete” così evidente e misteriosa. Un escursione con la mia compagna Paola in una bellissima giornata d’autunno mi aveva chiarito le idee e potevo iniziare a chiodare quella che è stata ed è una delle più belle intuizioni alpinistiche della mia carriera ormai quarantennale. La prima linea iniziata è stata A..spittando il Giro con Francesco e Valerio e Giacomo subito scalzata momentaneamente da il Re…Spiro delle Streghe che avevo ritenuto fosse più scalabile. Un autunno particolarmente favorevole con temperature anche miti mi ha permesso di chiodare a più riprese prima il Re…Spiro e successivamente A…spittando.

In fondo alla Val Frenzela, la Valsugana. Foto Emanuele Confortin

In tutto un impegno di circa 6 mesi con svariate risalite, sistemazioni, pulizie ed anche incertezze come è giusto che fosse, con lunghi dialoghi con i miei compagni conditi da tanto desiderio di realizzazione. Unitamente avevo cominciato a scrivere un articolo per l’annuario del Club Alpino Accademico del C.A.I. del quale faccio parte che comprendeva la zona sopra Valstagna/Sasso Stefani , una vera e propria monografia comprendente una parte geografico-storica, una parte escursionistica ed ovviamente una parte alpinistica. Anche questo impegno nel quale mi sono calato mi ha portato ad esplorare escursionisticamente, grazie  ad anche alcuni “anziani” locals, molti settori dell’ambiente circostante straordinariamente selvaggi che meriterebbero maggiore valorizzazione e attenzione; un vero e proprio lavoro con relazioni, schizzi, foto che verrà pubblicato sul prossimo Annuario in uscita verso fine anno. In tutto questo lavoro oltre ai miei compagni di cordata mi sono stati vicini e consiglieri Stefano Casarotto e Alessio Roverato che con la loro grossa esperienza di attrezzatura di itinerari e conoscenza del territorio mi hanno supportato in maniera fondamentale. Si sa che l’appetito viene mangiando ed altri progetti sono nella mia testa e nei miei sogni per il prossimo autunno. E’ sempre bello e stimolante sognare e desiderare. Ho dedicato e continuo a dedicare molto tempo alla montagna o per meglio dire alla natura in tutte le stagioni ed ogni volta mi stupisco di quello che mi circonda, dei suoi colori così mutevoli e della calma interiore che si raggiunge quando si concretizza un sogno.

In salita sul Pubel, tra placche grige e strapiombi. Foto Francesco Leardi

Ma andiamo con ordine. La bella parete cui facciamo riferimento in questo articolo è stata battezzata Parete del sole nascente.

Solare parete ben visibile percorrendo la statale della Valsugana SP47 da Bassano a Trento già in prossimità dell’abitato di Solagna e ben distinguibile salendo per la strada che sale da Valstagna a Foza. La parete si appoggia su una ripida dorsale erboso rocciosa che sprofonda verso la Val Frenzela e forma a sinistra una lunga bastionata di altezza variabile dai 250 ai 100 metri che termina con la falesia della “Val Frenzela”. Tale bastionata è interrotta a metà da un ripido canale che sale verso l’altopiano. A destra la bastionata prosegue, dopo una rientranza, con la parete dell’edera e si abbassa verso la dorsale che forma spartiacque con la Val Vecchia(la valle percorsa dalla strada SP73 Valstagna-Foza). Vi sono varie modalità per accedere alla parete a seconda delle stagioni e naturalmente in base  alle condizioni di innevamento; la parete data la sua favorevole esposizione è percorribile anche in pieno inverno. Si può accedervi facilmente dall’alto raggiungendo l’abitato di Foza per poi portarsi verso la chiesetta di San Francesco. Dalla chiesetta dirigersi verso il piazzale della croce e imboccare a  ritroso il sentiero Pierino della Zuanna. Dal bivio immediatamente sotto un saltino roccioso(panchina del “Generale”), andare a destra(di marcia e con alcuni ripidi tornanti(attenzione in caso di terreno bagnato)portarsi sotto la parete dell’edera. Già dalla panchina del “Generale”si ha un bella vista sulla parete. Dalla parete dell’edera sempre per sentiero al sottostante piazzale denominato “Parlamento delle Streghe”. Pochi metri sotto al parlamento imboccare una evidente traccia verso destra(di marcia)che porta in brevissimo tempo alla base della possente bastionata(dalla chiesetta 30 minuti in discesa). In caso di innevamento sulla sommità, si può raggiungere la parete con avvicinamento escursionistico dal ventesimo tornante della Valstagna-Foza, oppure tramite il sentiero Pierino della Zuanna dal tornante 2 oppure dalla falesia della “Val Frenzela” percorrendola interamente alla sua base fino alla fine e imboccando una vecchia traccia orizzontale(vari ometti) prestando attenzione ad alcuni tratti un poco esposti; tale traccia costeggia l’imponente bastionata in tutta la sua lunghezza.In circa 30 min. si arriva alla base della parete.

Il Re…Spiro delle Streghe, superamento strapiombo centrale. Foto Francesco Leardi

Via il “Re…Spiro delle Streghe”

Nome della via nel quale si legge un riconoscimento all’accademico Spiro Dalla Porta Xydias, scomparso nel Gennaio del 2017

Via ultimata a inizio 2017 e aperta in più riprese dal basso da: Francesco Leardi C.A.A.I. Gruppo Orientale; Francesco Moscato C.A.I. Padova; Giacomo Bergamin C.A.I. Cittadella; Valerio Ranzato C.A.I. Camposampiero.

L’itinerario conta diverse ripetizioni. Prima libera Alessio Roverato e Angela Carraro con difficoltà dichiarata 6c. L’ itinerario attacca sulla perpendicolare della vertiginosa parete leggermente a sinistra di una spalla erbosa e segue la colata nera che si insinua tra grandi strapiombi gialli. Via totalmente attrezzata a spit da 10 e qualche chiodo normale; predisposta all’altezza della sosta 8 anche per eventuali calate in doppia. L’itinerario è stato ripulito anche se serve ancora attenzione per qualche tratto instabile e richiede una certa capacità alpinistica. Roccia nel complesso da buona a ottima.

Difficoltà: 6a/A0/A1 5c obbligatorio(in libera max 6c); Sviluppo: circa 300m.

1)Salire su un gradino sotto la placca che si supera verticalmente uscendo a sinistra su un ballatoio(6a+/6a).Un diedrino più facile (5a) porta ad una comoda sosta sulla destra.S1.30m.

2)A destra risalendo su un gradino(5a)e traversare risalendo verso una evidente lama obliqua (5 a). Salire la lama(5c) e quindi superare la difficile placca soprastante(6c)uscendo a destra su un comodo ballatoio.S2.35m.

3)Direttamente per la verticale parete con un leggero obliquo a destra a metà(insieme di 6a) ristabilendosi su un ottima lista che si percorre verso sinistra(5c) portandosi sulla espostissima sosta.S3.25m.

4)Diritti per il diedro superando anche uno strapiombetto  che si evita a destra(6a+). Seguendo un ottima lista per le mani superare il piccolo tettino soprastante(6b) a sinistra giungendo alla sosta su un ottima lista.S4.20m.n.b. con una doppia parzialmente nel vuoto da 60 m.!!!!si giunge alla base della parete.

5)Diritti per ristabilirsi su un ottima lista che si segue verso destra(6b). Superare la placchetta con difficile innalzamento(6a+) e quindi seguire una bellissima lama in direzione di uno spit(5c obbl.).Evitare il tettino sulla sinistra con atletico passaggio(6a+)  e dopo un breve saltino(5c) raggiungere uno spit un poco nascosto; risalire un gradino(6a) e traversare a sinistra alla sosta su un ulteriore gradino.S5.30m.

6)Direttamente per una fessura gialla(5c/6a) fin sotto una zona strapiombante a liste che si supera faticosamente tenendosi a destra della linea degli spit(6b+) uscendo su una bella lista che si segue per 7/8 metri verso destra. Su direttamente su belle gocce(6a/5c) uscendo a sinistra(qualche macchia erbosa) ad un comodo terrazzo).S6.35 m.Attenzione allo scorrimento delle corde. N.b. con una doppia completamente verticale da 40 m. si può accedere alla S4.

7)superare lo strapiombetto per entrare nel diedro(6a)e seguirlo con stupendi movimenti(5c) ristabilendosi al di sopra di esso. Una placchetta più appoggiata(5c) porta su una comoda cengia.S7.25/30 m.

8)superare un gradino e il successivo tratto verso destra un poco friabile(5a). Aggirare uno spigoletto e quindi per belle liste salire fin sotto il tettino ed aggirare un enorme blocco staccato(insieme di 6a/5c). Salire verso sinistra un tratto ammanigliato ma strapiombante(6a) e un ulteriore gradino(5b) porta alla sosta sotto un enorme tetto.S8.25m.libro di via nella nicchia

n.b.Traversando a sinistra sul filo di spigolo si accede ad una calata in doppia eventuale. Con 40 metri si giunge alla S6.

9)A destra superando un gradino erboso e un successivo diedrino ad un grosso albero(5c). Superare la splendida placca lavorata soprastante e dall’ultimo spit andare verso un grosso albero a sinistra ristabilendosi sulla cengia soprastante(insieme di 5c obbligatorio). Da alcuni grossi blocchi(prestare attenzione!!!) salire(4a) in breve sulla sommità del pilastro.S9.35m.

10)dalla sosta a destra su una placca molto compatta che verticalmente si segue fino ad alcuni gradini(6b  con 6a obbligatorio). Un ultimo verticale diedrino porta ad uscire dalla parete(6b). Una corda fissa permette di raggiungere facilmente la bella zona di cenge soprastanti.S10.30m.

Stefano Casarotto impegnato sulla splendida placca di uscita. Foto Francesco Leardi

Via “A…spIttando il Giro”

Una dedica alla centesima edizione del Giro d’Italia che in seguito (dopo l’apertura) ha percorso il tortuoso collegamento Valstagna-Foza, e un personale pensiero a Michele Scarponi che purtroppo non potrà più scalare le “sue salite”.

Ultimata nel Aprile 2017 e aperta in più riprese dal basso da: Francesco Leardi C.A.A.I. Gruppo Orientale; Francesco Moscato C.A.I. Padova; Giacomo Bergamin C.A.I. Cittadella; Valerio Ranzato C.A.I. Camposampiero, Giuliano Pettenuzzo C.A.I. Camposampiero.

L’ itinerario attacca circa 50 metri a sinistra e più in basso della Via il Re…Spiro delle streghe. Via totalmente attrezzata a spit da 10 mm e qualche chiodo normale; L’itinerario è stato ripulito ma comunque serve attenzione per qualche tratto instabile, necessaria una certa capacità alpinistica.

Via molto bella e di notevole sviluppo sempre con grande esposizione. Le difficoltà sono omogenee escludendo il tettino del primo tiro certamente selettivo per chi non ha pratica con l’A0. Roccia nel complesso da buona a ottima, solo qualche tratto friabile. Salita molto simile alla contigua “Re…Spiro delle Streghe” ma leggermente più impegnativa. Prima ripetizione: Mauro Moretto e Franca Caron il 30/04/17. Seconda ripetizione:Francesco Leardi-Roberto Rossin 06/05/17.

Difficoltà: 6a/A0 eventualmente A1 6a/b  obbligatorio. Sviluppo: circa 340 m.

1)Direttamente per la placca con passaggio delicato(5c)portandosi sotto il tettino. Superarlo sulla sinistra(6b o A0)uscendo a destra su un gradino. Un ulteriore saltino porta sotto un marcato tetto(5c). Superarlo(A1/A0 sostenuto con spittatura vicina)e per ulteriori strapiombetti in ascesa a destra portarsi alla sosta(insieme di 6a/A0 sostenuto).S1.35m.

2)Verticalmente fino sotto a uno strapiombetto che si aggira a destra(5b). Salire il breve diedrino successivo ristabilendosi su una lista(friabile-5c/6a)quindi traversare a destra alla sosta.S2.20m.

3)Direttamente per gradoni(5b). A destra e poi verticalmente per la stupenda placconata grigia uscendone a destra alla sosta(insieme di 6a/A0 6b in libera).S3.35m.

4)Salire ad uno spit e traversare orizzontalmente a destra per una stretta lista(5b). Salire la difficile sequenza di strapiombetti(A0/6a)verso destra e per un passaggio obbligato(6a)pervenire alla sosta sulla destra.S4.30m.

n.b.Da tale punto con una doppia di 60 metri parzialmente nel vuoto si può giungere alla base della parete.

5)Direttamente superando a destra uno strapiombetto(5c/6a) e quindi ristabilirsi su una lista.Traversare a destra e proseguire verticalmente per placca uscendone a sinistra su un bel terrazzino con albero(insieme 6a/A0).S5.30m.

6)Verticalmente per un bel diedrino in direzione di uno strapiombo(6a/6a+/A0).Aggirare a destra e percorrere il bellissimo diedrino uscendone a destra(6a/6a+). Traversare più facilmente(4) alla sosta.S6.45m.

n.b.il tiro si può anche dividere in due con sosta prima del diedrino.

7)A destra e poi verticalmente per la stupenda placca compattissima(5a/6b/6a obbligatorio)uscendo su un bel terrazzino.S7.25m.

8)Salire alcuni gradini obliquando verso destra(5a). Superare la stupenda placca verticale con elegante arrampicata uscendo a sinistra di un tettino(insieme di 5c/6a+/6a/6a+). Un breve gradino erboso permette di raggiungere la sosta.S10.30m.

9)Dalla sosta traversare per cengia a destra circa 10 m.(esposto) raggiungendo il filo di spigolo. Superare la difficile placca friabile ma ben chiodata evitando un tetto a sinistra e ristabilendosi su un comodo gradino(6a/b obbl./A0). Salire alcuni gradini facili con blocchi(4) fino sotto alla fascia gialla(a destra si può raggiungere una delle calate del “Re…Spiro delle streghe”. Traversare a sinistra con passo delicato(5c)e raggiungere la sosta su un comodo gradino erboso.S9.35m.

n.b.Se le corde dovessero fare attrito si può fare la sosta sul terrazzo delle calate di “Re..Spiro delle Streghe” e quindi traversare a sinistra con un successivo tiro.

10)Innalzarsi sopra la sosta per una sostenuta placchetta(6a/A0)ristabilendosi su un gradino(6a). Traversare un poco a destra e superare due successive placchettine(5c/6a)raggiungendo una più facile lista.Traversare a destra e superare un diedrino(5b)uscendo a destra portandosi alla sosta su un esposto ma comodo ballatoio.S10.30m.

11)Verticalmente fin sotto una breve placca che si supera(5c/6a)ristabilendosi su un gradino un poco erboso.Superare un alberello e quindi per rocce più facili(prestare attenzione leggermente friabile(insieme di 5a)uscire dalla parete su un comodo terrazzo erboso.S11.30m.

Discesa comune ad entrambe: dalla sommità salire in leggero obliquo verso sinistra(ometti) imboccando evidenti tracce  sempre a sinistra di una piccola paretina; arrivare ad una vecchia traccia che si segue per una ventina di metri verso destra(di marcia) pervenendo ad un bellissimo ripiano erboso con meraviglioso panorama.

Risalire facilmente la dorsale soprastante seguendo il bosco (dorsale che fa da spartiacque tra due versanti) incontrando anche una trincea ed una postazione militare. Uscire dal bosco e per il bel pascolo soprastante ritornare alla strada sterrata e alla chiesetta di San Francesco(dall’uscita della via circa 20/30 min.).

Roccia e verde, sguardo sulle vicine pareti. Foto Emanuele Confortin

 

Stefano Casarotto quasi in sosta. Foto Francesco Leardi

 

Strapiombi sul Pubel. Foto Francesco Leardi

 

Libro di via. Foto Francesco Leardi