“Dolce Attesa” sui Monti del Sole, nuova via sulla Nord dei Feruch per Toigo, Fent e Maschio

Se c’è una verità assoluta a questo mondo, è che i Monti del Sole sono uno degli angoli più selvaggi delle Dolomiti. Nel mezzo di questo splendido gruppo montuoso, c’è poco di più isolato e inaccessibile della parete Nord dei Feruch, in alto sulla Val Pegolera. Proprio qui sale la nuova via aperta tra il 27 e 28 luglio e il 28 e 29 settembre 2017 da Diego Toigo, Francesco Fent e Alberto Maschio (con l’aiuto di Juri Casanova), membri del Gruppo Rocciatori di Feltre. “Dolce Attesa” è il nome di una severa linea di 450 metri con difficoltà di VIII e A2 (R3), che Diego Toigo ci racconta con un breve articolo, arricchito dalle foto realizzate nel corso delle quattro giornate di apertura, e ovviamente lo schizzo della relazione, realizzato da Francesco Fent.

La linea di “Dolce Attesa”

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di Diego Toigo

Sulla parete caratterizzata al centro da una grande fascia gialla strapiombante c’erano già due vie, una Bee-Miotto a sinistra degli strapiombi e la via “Milena Gallina” di Pier Verri e Aldo de Zordi a destra. “Dolce Attesa” supera direttamente la fascia strapiombante su roccia gialla ed esce per l’evidente pilastro finale, offrendo un’arrampicata elegante e tecnica sulle compatte placche  grigie della parte iniziale e dei tiri finale, e una sezione più fisica su ottima roccia giallo-grigia a buchi nei tiri chiave sugli strapiombi. La via è alpinistica, le soste sono tutte attrezzate a chiodi e spit, sulla via sono stati lasciati una decina di chiodi, cordini sulle clessidre e nel tiro chiave, che rimane da liberare, sono stati utilizzati 8 spit. Il resto delle via è stato salito con chiodi e protezioni veloci. Per una ripetizione consigliati doppia serie di friend fino al 2 BD, un 3, alcuni micro e qualche chiodo.

L’avvicinamento avviene da Agre lungo la val Pegolera seguendo il sentiero CAI per Forcella Coraie in circa tre ore e mezza. L’avvicinamento è lungo ma il sentiero attraversa luoghi selvaggi e molto suggestivi, alla base della parete ci sono buoni posti da bivacco e si trova acqua.

L’ambiente isolato e la bellezza dell’arrampicata ripagano ampiamente la fatica dell’avvicinamento,  il periodo migliore è la fine dell’estate o l’autunno, dopo lunghi periodi di pioggia i tiri sulla fascia strapiombante rimangono a tratti bagnati sulle colate nere dove l’acqua filtra dall’interno.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL TRACCIATO DELLA VIA

Il racconto della salita è disponibile anche sul nuovo blog del Gruppo Rocciatori Feltre

Per i materiali si ringrazia Linea Verticale, Karpos.

 

 

By | 2017-12-11T22:27:35+00:00 10 dicembre, 2017|

Un commento

  1. Ilario dicembre 14, 2017 al 11:04 am - Rispondi

    Premettendo che,non ho avuto ancora la fortuna di salire su quella parete, perciò non ne conosco le possibilità di salita ma sarei stato più contento se aveste rinunciato a piantare spit, anche rinunciando per questo alla salita

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