”La numero sei. Oppure i Green Day”. L’arrampicata vista con gli occhi di un bambino

Scalare è stupendo. Ma lo è ancora di più se si guarda all’arrampicata attraverso gli occhi di un bambino. È per questo che la nostra Giulia Casarotto ha intervistato Alessandra (nome di fantasia, ndr) per cercare di capirne di più. E magari per farci tornare tutti bambini per un attimo.

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L’arrampicata è una cosa talmente varia e vivace che c’è sempre da imparare qualcosa in più.

Ma le prime, primissime impressioni, positive o negative sono forse quelle che ci aiutano a dire: “Come ho fatto a stare senza finora!!!!” Oppure: “Mai più i miei piedi dentro a un paio di scarpette”.

Mi incuriosiva poterne parlare con qualcuno che avesse appena iniziato ad arrampicare e che ne fosse coinvolto, preso, che avesse voglia di continuare a farlo, e provare a fargli alcune domande. Ma mi incuriosiva anche che la persona in questione fosse…un po’ “speciale”, e io una persona speciale alla quale chiedere ce l’ho…

Da quanto tempo hai cominciato ad arrampicare?

Qualche mese.

Cosa fai, corda o boulder o tutti e due?

Tutti e due.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi “domani vado a scalare in montagna”?

Che mi diverto.

E qual è il primo odore che ti viene in mente?

Natura.

E il primo sapore?

Pizza.

Perché la mangi alla sera quando torni?

Si.

Ti è mai capitato di andar via più di un giorno e stare via la sera a dormire per andare ad arrampicare?

Si.

Ti ricordi dove sei andata?

Eravamo in val Daone, per fare boulder.

E di quel week-end cos’è che ti è piaciuto se dovessi dirlo in due parole?

Scalare e guardare la natura.

E cosa vuol dire “guardare la natura” per te?

Guardare gli alberi, le foglie, le piante, i frutti, gli animali.

Ma ce n’erano?

Si, uccellini.

Perché vai su e giù da un sasso?

Perché voglio saltare.

Ma su cosa salti?

Su un materasso.

Ti ricordi come si chiamano i materassi che portiamo?

Mmmmmhhhhh…  no non mi ricordo.

Crash pad.

Cchheeee????

Crash pad.

Ah.

Cosa si prova a saltare?

Felicità.

Cosa si prova a scalare?

Felicità e fatica.

E tra le due felicità quale preferisci?

Saltare e un po’ fare fatica quindi direi entrambe, più o meno.

E la sera in tenda cosa si fa?

Si sta assieme, si chiacchiera, io quel weekend ho fatto a tutti delle interviste riprendendoli col tablet seduti sui crash, mangiavamo patatine, e devo dire che gli aperitivi erano buoni, con tante risate…

E poi? Quali altri posti ti ricordi?

Mi ricordo di una volta vicino al lago di Garda… che la roccia era piena di spine, punte, creste, mi sono… ”sbregata” i pantaloni anche solo camminando su quella roccia…

E della corda cos’è che ti piace?

Mi piace di più, perché quando cado penzolo e non vado a terra e non mi tocca ricominciare daccapo.

E ti fa paura andare a terra o è solo che ti stanca dover ricominciare daccapo?

Mi stanca dover ricominciare daccapo.

E il fatto che ad arrampicare con la corda vai più in alto ti piace o no?

Si, ma una cosa che mi “rogna” un po’ è dopo scendere…

Ti “rogna”? Perché?

Perché bisogna mettere un piede da una parte, uno dall’altra, metterli bene, nel modo corretto, larghi il giusto, non attaccati e non messi male…

Cosa succede se li metti male?

O vai a strapparti i pantaloni o ti prendi un bel bernoccolo…

E quando arrampichi con la corda chi c’è sotto?

Si ha bisogno di qualcuno che ti faccia sicura.

E ti sudano le mani?

No.

E usi il magnesio?

Si.

E perché lo usi?

Boh!

Perché ti hanno detto che serve….

Si!

Tu ti alleni per scalare? Fai qualche sport?

Faccio atletica.

E poi per l’arrampicata non fai nulla?

Si, ogni tanto faccio qualche allenamento.

Sai cos’è un trave?

Si… è una cosa che serve a fare forza, ad allenarsi per scalare, a fare esercizi.

L’hai mai usato?

Con mio papà sotto si.

E cosa facevi?

Su e giù, una o due trazioni.

Ti fa male alla pelle quando fai trazioni?

A volte si, a volte no.

Se ti fa male metti qualcosa sulle mani?

No.

Neanche il nastro?

Quello sui sassi.

Secondo te serve la forza per arrampicare?

Si.

Quanta?

Abbastanza.

Secondo te se avessi tutti e due i piedi rotti…

…non potrei scalare.

Quindi i piedi servono?

Si… piedi, braccia, gambe, corpo… testa, collo… serve tutto il corpo!

Hai mai pensato finchè arrampicavi “mi piacerebbe essere diversa da come sono, nel corpo”?

No…ho sempre pensato di impegnarmi e di cercare di farlo meglio che posso.

Ma sono più forti le femmine o i maschi?

Esistono femmine più forti di certi maschi, come esistono maschi più forti di certe femmine…quindi entrambi.

Ma le femmine sono diverse dai maschi?

Tipo in cosa?

Nel modo di scalare… Secondo te chi si muove meglio?

Secondo me non si muove meglio nessuno dei due, perché un maschio può scalare meglio di una femmina, come una femmina può scalare meglio di un maschio.

È bello avere l’imbrago addosso?

A volte no.

Quando è che non è bello?

Quando te lo senti tutto tirato su, invece quando è messo bene è anche gradevole.

Paura. Mai avuta?

In certi sassi, in certi momenti si. In certi momenti no.

Ma hai più paura quando fai corda che sei in alto oppure quando stai su un sasso che non hai la corda e cadrai giù di sotto sul materasso?

Mi capita su tutti e due.

Preferisci arrampicare su una parete dritta, poggiata, strapiombante?

No piatta, stra… cosa?

Strapiombante.

Strapiombante!

Ci sono delle cose che provi quando arrampichi che ti pare di sentire uguali a quando fai atletica?

Emozione, impegno, felicità.

Ti senti libera quando corri?

Si.

E quando scali?

Anche. Già meno però di quando corro.

Perché?

Perché correndo vai anche più veloce, invece scalando… meno.

La velocità ti dà un batticuore diverso?

Si.

Preferisci il mare o la montagna?

Dipende. In certi momenti preferisco il mare, in certi momenti la montagna perché la montagna è più dura e il mare è più morbido. Quindi quando mi devo scatenare preferisco la montagna quando invece voglio rilassarmi preferisco il mare.

Ma quando si va a scalare secondo te è importante anche l’ambiente in cui vai o ti basta arrampicare e fine?

Non so rispondere.

Cioè… anche se intorno ci fosse caos, ci fosse una strada, per te sarebbe la stessa cosa che essere in un bosco?

Preferisco essere in un bosco perché c’è più silenzio.

L’arrampicata ti ha fatto vedere dei posti che altrimenti non saresti riuscita a vedere…nel senso… non saresti mai andata in quel bosco se non ci fossero stati quei sassi su cui scalare?

Probabilmente non ci sarei mai andata.

Quindi l’arrampicata serve anche per vedere cose che gli altri non vedrebbero?

In quel momento si.

E dopo cosa si fa in un bosco a parte arrampicare?

Si possono guardare i particolari della natura, scoprire tante cose, toccare, annusare… guardare e capire direi… Ad esempio in bosco ci sono le pigne. Molte pigne. E questo mi ricorda qualcosa successo poco tempo fa: una bella battaglia di pigne! Io e un’altra ragazza stavamo sopra a un sasso mentre altri due sotto lo scalavano. Una di noi due ha fatto cadere una pigna e da lì è cominciata… continuavamo a lanciarle giù, e loro ce le rimandavano: colpivamo, lanciavamo forte, abbiamo colpito qualche testa e qualcuna l’abbiamo presa anche noi. Come rifugi, come nascondigli usavamo i materassi, li mettevamo verticali e con quelli facevamo una tana in cui ci riparavamo. Me ne è arrivata una sul naso e una sulla testa, e poi è continuata la battaglia finché abbiamo deciso di fermarci un secondo. E allora tutti quanti, non so come abbiano fatto a organizzarsi così, senza parlarsi, solo con gli occhi, sono partiti tutti di corsa e io sono rimasta con le pigne in mano a lanciargliele… qualcuno l’ho anche preso sulle chiappe… poi ci siamo picchiati e alla fine ci siamo fermati, ci siamo riposati, abbiamo riso, parlato, mangiato, bevuto… riposato! Finché poi era ora di andare via, ci siamo sbattuti un po’ i vestiti e siamo andati.

Dammi una definizione di arrampicata.

Arrampicare vuol dire andare su per delle rocce, per delle montagne, divertendosi, a volte si può avere anche coraggio, bisogna avere anche coraggio.

Secondo te l’arrampicata è una cosa che è bella da fare in tante persone o poche?

In tante persone, perché c’è più amicizia.

È bello avere una passione in comune? È questo che intendi?

Si.

Hai mai visto tuo papà arrampicare?

Si, molte volte.

Cosa ti piace nel vedere una persona cara che arrampica?

Cosa provo? Allora… stando sotto a vedere una persona cara che arrampica si provano i sentimenti che prova lei sopra, perché vederla felice… è anche una bella emozione per chi ci tiene, a quella persona…

Ti è mai capitato di arrampicare dentro in una palestra?

Forse quando ero piccolina, quando non ti conoscevo ancora, ogni tanto andavamo da alcuni amici di mio papà, e mio papà scalava e invece io passavo il tempo su un materasso molto grande, saltavo qua e là, mi divertivo…

Ti piacerebbe provare di nuovo in palestra?

In palestra? Con quel materasso?

Con uno simile.

Mi piacerebbe di più rivivere quei momenti.

Perché cos’avevano di così bello?

Che mi divertivo tantissimo, mi sembrava di volare sul materasso. Che bei momenti. Eravamo tutti più giovani!!! Tutti moooolto più giovani!!!

Quanti anni avevi?

Tre anni fa… avevo quattro anni!

Ultima domanda, signorina: se dovessi ascoltare una canzone finché arrampichi che tipo di musica ascolteresti?

Una canzone di Soy Luna. La numero sei. Oppure i Green Day.

By | 2018-01-20T12:35:23+00:00 19 gennaio, 2018|

Un commento

  1. […] arrampicatrice di sette anni. Tra un blocco e una “smagnesata”, è uscita una bellissima intervista che, grazie alla semplicità di visione di Alessandra, in qualche modo è giunta a due passi dal senso stesso della scalata. Ora Giulia ci […]

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