Il primo tiro della nostra via

Trascorso il primo anno assieme, la cordata di Alpinismi si è presa un attimo, solo uno, per guardare in basso e tirare le somme. Non ci piace l’autoreferenzialità e ogni volta che abbiamo un momento libero preferiamo spingere in montagna, o in falesia, non celebrarci. Sapevamo che lanciare un giornale nel 2017, in Italia, non sarebbe stato facile. E sapevamo che sarebbe stato ancora più complicato lanciare un giornale di nicchia, con articoli lunghi, spesso lunghissimi. In quest’epoca in cui corriamo tutti, e la nostra soglia di attenzione è ridotta ai minimi termini, la sfida di Alpinismi poteva sembrare troppo ardita.

Eppure… eppure a un anno di distanza i nostri “venticinque lettori” di manzoniana memoria non sono soltanto venticinque, per fortuna. Aumentano sempre di più, collaborano, ci scrivono, ci forniscono idee, e soprattutto, ci criticano quando devono farlo. Perché quello che abbiamo capito è che è possibile un nuovo tipo di giornalismo, anche e soprattutto quando si parla di montagna. Un giornalismo rigoroso, capace di coinvolgere il lettore e ricostruire con lui un rapporto di fiducia che invece altrove non si trova più. Alpinismi è un’entità del tutto indipendente e autofinanziata, almeno per ora. Scriviamo per passione e continueremo a farlo anche qualora ci sia un supporto esterno. Perché è impossibile fare giornalismo senza passione, senza quel fuoco dentro che ti fa scrivere 8.000 battute in due ore. E allo stesso modo, non è possibile coniugare uno stile di scrittura e di pubblicazione come quello che abbiamo scelto per Alpinismi con i click o i titoli urlati.

Chi arriva su Alpinismi sa che troverà qualcosa che non c’è da alcuna altra parte. E questo per scelta nostra. Perché invece di seguire il flusso delle notizie, molto spesso cerchiamo le spigolature più nascoste. Perché invece di puntare solo a fare articoli mordi-e-fuggi ogni volta che prendiamo la penna o il computer vogliamo scrivere qualcosa che possa essere attuale anche fra 5 o 10 anni. Articoli che possano essere riletti ancora e ancora, in modo che si capisca la passione che trasudiamo. Una scelta coraggiosa? Noi crediamo che non sia così. È stata una decisione quasi obbligata. Perché la montagna e l’arrampicata hanno bisogno di stimoli nuovi, di un nuovo mattino, di una nuova alba. E pertanto, nel grande e rumoroso oceano di internet, abbiamo deciso di abbattere il muro del giornalismo odierno e cercare di alzare l’asticella verso qualità, rispetto dei lettori e, soprattutto, passione.

Non sempre è stato facile, lo ammettiamo. La strada è infatti ancora lunga, ma alcune belle lunghezze sono già state salite. Di storia in storia, abbiamo cercato di raccontare la montagna in modo stimolante e consapevole. Reportage, relazioni, gallerie fotografiche, analisi, eventi e resoconti di avventure verticali hanno scandito questi 12 mesi assieme. Una lunghezza dopo l’altra, la cordata condotta da Emanuele Confortin e Fabrizio Goria si allargata a Chris Dowling. Ciascuno con la propria competenza, abbiamo sviluppato contenuti sempre più vari, migliorando la grafica e l’efficienza del sito, e crescendo nel bacino dei social media, fino a diventare una rivista vera e propria.

Si, proprio così, Alpinismi è una rivista a tutti gli effetti, registrata e organizzata in modo da continuare a salire in qualità e diffusione. Il passaggio chiave in questa crescita è stata la vicinanza dei nostri collaboratori. Tanti, forse troppi per essere citati tutti, ma è grazie a loro se Alpinismi ha avuto l’opportunità di maturare e arricchirsi di contenuti trasversali, adatti a lettori di ogni estrazione, età e disciplina, dai rocciatori più esigenti agli edonisti dell’arrampicata libera, dagli escursionisti agli insaziabili amanti di panorami alpini, per arrivare agli amanti dell’aria sottile, dei ghiacci e del misto.

Poche ore fa un nuovo anno ha avuto inizio. Da parte della redazione e dei suoi collaboratori c’è la promessa di proseguire sulla stessa via, cercando di volta in volta soluzioni logiche, senza forzature inutili. Del resto, come diceva il grande maestro Bruno Detassis, il custode del Brenta, «L’alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia». Questo a garanzia del bene più prezioso in assoluto, i lettori, la cui fiducia è il passaggio più appagante. Siete voi lettori, dunque, l’altro componente della cordata di Alpinismi, motore pulsante del nostro peregrinar per Terre Alte…  

By | 2018-01-22T17:51:05+00:00 22 gennaio, 2018|

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