Il Legame, la vita al limite di Simon McCartney e Jack Roberts

Il Legame, titolo eloquente per un libro che parla di alpinismo, di vita vissuta “al limite dell’esistenza”, come riporta la copertina dell’opera. Lo presentiamo con grande piacere in quanto tratta un tema a noi caro: il legame di cordata. Grazie a uno stile narrativo asciutto e coinvolgente, l’opera riesce a svincolarsi dall’edonismo sportivo, dalla necessità di porre l’accento sul valore eccezionale dell’impresa alpinistica, ma scava nel profondo delle persone, sondando le sfumature di quel vincolo che unisce chi affronta pareti difficili, magari sfuggendo a situazioni di pericolo.

Ho iniziato a leggere l’opera nei ritagli di tempo, ma dopo aver riposto il volume, in più occasioni mi sono trovato a ripensare a quei ragazzi recuperati con un verricello dalla Nord dell’Eiger, alla spettacolarizzazione della loro tragedia sfiorata. Poi ancora le due settimane trascorse in una buca nella neve, in quello che prende il nome di Hotel California, ai piedi del Mount Hungtington. Buca profonda a tal punto da accorgersi del azzurro “solo quando devo uscire per la pipì”. Quindi le prime vie sul granito della Yosemite Velley, sulla ovest della Sentinel Rock, dove Simon riceve il battesimo delle armi dal suo Stone Master, Jack Roberts.

Ecco, The Bond, “Il Legame” è una storia di amicizia, di ricordi e di avventure (soprav)vissute con una buona dose di incoscienza, talento e con quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Il libro di Alpine Studio parla anche di resilienza, dimostrando come volontà e determinazione siano valori imprescindibili nell’alpinismo, non solo e non per forza nelle sconfinate muraglie dell’Alaska, ma un patrimonio prezioso da conoscere e custodire per qualsiasi attività svolta nelle Terre Alte.

“Il Legame” di Simon McCartney. (Alpine Studio, 2018; Collana Oltre Confine; ISBN 9788899340582; 316 pagine; 19,80 euro). Opera vincitrice del premio “Boardman Tasker”

Quarant’anni fa due giovanissimi alpinisti, l’inglese Simon McCartney e il californiano Jack Roberts, si incontrarono casualmente in un bar a Chamonix e, scoperta un’affinità di aspirazioni e di capacità, si lanciarono in una serie di scalate audaci che culminarono nella scalata della parete Nord del Mount Huntington in Alaska, che fino ad oggi non è ancora stata ripetuta.

Forti del loro successo e del loro affiatamento i due scelsero una meta ancora più difficile, la parete Sud Ovest del Denali, la montagna più alta del Nord America. Ma a circa 6000 metri d’altezza Simon venne colpito da edema celebrale. Sarebbe morto sicuramente, ma Jack fece miracoli e riuscì a salvarlo.

Dopo quell’incidente e la faticosa guarigione, Simon abbandonò completamente l’arrampicata e anche il mondo della montagna. Trent’anni dopo gli capitò di incontrare del tutto casualmente un alpinista che nominò Jack, e tutt’a un tratto Simon si accorse di avere seppellito una parte importante della propria vita, un legame profondo che però non si era mai spezzato. Nella sua mente riaffiorano i dettagli delle ascensioni compiute con Jack, soprattutto le due scalate delle grandi pareti dell’Alaska, il successo sull’Huntington e la tragedia sul Denali. Ormai non poteva più fuggire per dimenticare. È così che Simon McCartney scrisse questo libro.

By | 2018-03-08T16:12:09+00:00 8 marzo, 2018|

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