Itinerari selvaggi su ghiaccio, neve e roccia, una guida per quattro stagioni di alpinismo

Itinerari selvaggi, su roccia, ghiaccio e neve. Mi è da poco arrivata una guida interessante, di Andrea Vincenzo Lucchi, si intitola “Wild climbing routes” (Volume I) e dandogli una scorsa sembra ben fatta. Contiene 53 itinerari e leggendo la presentazione dell’autore, si coglie nelle sue intenzioni la volontà di proporre degli itinerari a 360 gradi, percorribili in ogni stagione.

Si va dalle facili vie su ghiaccio verticale ai lunghi e complessi itinerari di alta quota sul bianco, dalle sci-alpinistiche di media difficoltà nell’Ampezzano alle salite su roccia in ambiente isolato, con lunghi avvicinamenti. Il tutto abbraccia la Catena Alpina, da Est a Ovest, e le relazioni, ben dettagliate e argomentate, sono in alcuni casi affiancate da approfondimenti, come il racconto della prima discesa con gli sci del Canalone Oppel, da parte di Carlo Cosi. Presenti alcune perle davvero interessanti e non proprio semplici da relazionare, come i Rochers Whymper sull’omonimo rilievo delle Grandes Jorasses, da concatenare alla vicina (non più di tanto) Walker. Anche in questo caso la presentazione dell’itinerario è arricchita dal racconto di Franco Perlotto, che ha rianimato il Rifugio Boccalatte, offrendo un punto di partenza prezioso.

Wild Climbing Routes” di Andrea Vincenzo Lucchi. (Vivi Dolomiti, 2018; Collana Mountain Geographic; isbn: 9788899106478, 87 pagine; 24,50 euro).

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By | 2018-04-05T14:11:36+00:00 5 aprile, 2018|

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